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Età Romana
Testi a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo  maggiori info autore

La prima notizia del passaggio di Romani nel territorio marsicano è del 340 a, C.. "Anche il senato approvò la guerra: i consoli, arruolati due eserciti, mossero attraverso il territorio dei Marsi e dei Peligni e unitisi all'esercito dei Sanniti posero il campo presso Capua".(1) Incontri scontri con le popolazioni safine e Roma si ebbero durante le guerre sannitiche e si conclusero per quanto riguarda il nostro territorio col completo controllo romano dell'accesso nella Valle Roveto, dell'assoggettamento dei Campi Palemtini, del Carsolano, della valle del Salto. 
  
La fondazione della colonia di Alba Fucense nel territorio degli Equi nel 303 a. Cr. segnò la fine dell'unità safina fra Equi e Marsi "Sotto il consolato di Lucio Genucioe Servio Cornelio vi fu una tregua quasi assoluta da guerre esterne. Furono fondate le colonie di Sora e di Alba. Ad Alba, nel territorio degli Equi furono mandati seimila coloni"
.(2)  La pericolosità di tale presenza fu avvertita dagli Equi che insieme ai Marsi cercarono con una azione militare di ostacolarne la realizzazione. "Sotto il consolato di M. Livio Dentre e M. Emilio fu ripresa la guerra contro gli Equi. Questi mal sopportando la colonia romana che era come una fortezza posta nel loro territorio, tentarono con ogni sforzo di espugnarla, ma furono respinti dagli stessi coloni".(3)
 
Anche altri tentativi di riscossa fatti negli anni che seguirono furono 
destinati al fallimento. E' che le piccole popolazioni, sul cui territorio avvenivano queste innovazioni …come gli Equi che attaccavano ancora una volta ASlba, i Marsi che investivano Carsoli, non potevano arrestare il corso della fortuna romana.
(4) Il territorio dei campi Palentini, già appartenuto agli Equi e ai Marsi fu inserito integralmente nell'ager di Alba Fucens. Due cippi ne segnano i confini, uno contrassegnato dalle scritta Fin(es) Alb(ensium) nei pressi di Val di Varri, l'altro a Santa Anatolia di Borgorose Albes finens fines.. Col nuovo assetto territoriale della nascente colonia inizia nella prima metà del terzo secolo il processo di latinizzazione e integrazione del territorio sei Marsi e degli Equi dei campi palentini. La nuova organizzazione porta alla scomparsa degli insediamenti fortificati d'altura e alla nascita di vici con santuari (fana) e necropoli vicini. Presenza di fana dovevano esserci nel territorio di Magliano in base ad iscrizioni votive rinvenute a Maglioano, in Santa Maria in Valle con resti di mura megalitiche, a Marano nei resti della chiesa Sancti Nicolai.(5)
 
Accanto ai vici, specialmente in età imperiale, sorsero qua e là dei fundi, piccole aziende, ville, di nobili romani. Ne sono la riprova resti e toponimi riscontrabili in tutto il territorio Palentino. Per il territorio del comune basti ricordare Porfeciano, Tollacciano, Marciano con frammenti fittili superficiali, Lucciano con resti di opere di drenaggio.( Fiorani) Lo stesso Magliano trae l'origine da un fundus : Fundus Manlianus ubicato nella zona di Magliano Vecchio. (6) 
  
Ma di ciò ne riparleremo quando dovremo affrontare il problema dell'origine del nome Magliano. Nel 302 a. C. fu costruita la via Valeria, che prese il nome da Valerio Massimo, che fu il console che ne propose la costruzione. La via attraversava il territorio di Magliano dal ponte di Scurcola sull'alveo del vecchio Salto e segna in alcuni punti i confini col territorio di Cappelle. 
Questo tratto è ancora contrassegnato da resti di pavimentazione Interrotto dall'autostrada Roma Pescara, si incrocia con la via Cicolana nel pressi del cosiddetto Monumento di Perseo e prosegue attraverso il territorio di Magliano fino ai confini col territorio di Massa per proseguire fino ad Albe.
(7) 
Un'altra strada da Albe, attraversava il territorio di Magliano, portando nel territorio della res publica equicolorum. Viene testimoniata da resti di tombe e numerose iscrizioni rinvenute lungo il tracciato da Magliano a Cartore. 
  
Nel C:I:L.,IX vengono riportate le seguenti iscrizioni: n.3924 rinvenuta presso Pascolano, n. 3985 presso la Giorgia " in horto Caietani Fiorani" ora a Santa Lucia, la n.4002 presso S. Maria in Valle, la. 40010 presso Rosciolo.
(8) 
Una diramazione di detta strada da Magliano Vecchio, raggiungeva Casale di Stefano per collegarsi alla Valle del Salto e raggiungere il Reatino mantenendosi a destra del corso fluviale ".Ville romane di cui rimangono i toponimi e aree di materiale fittile sorgevano lungo il suo tracciato: Porfeciano, località San Biagio, San Nicola. Sul versante sud-ovest sotto Marano sono stati rinvenuti resti di una villa di notevoli dimensioni
( 9)

   

Note 
(1) T. Livio VIII 6,8- G. Grossi. Op. c. 
(2) T. Livio VIII 
(3) T. Livio X 1,7 
(4) T. Mommsen Storia di Roma Cap.XXI pag. 458. Lugini: Memorie Storiche della Regione Equicolana, pp. 51,55. 
(5) Grossi o.c. pag. 113 
(6) Grossi o.c. pag. 116. Domenico Scipioni : La chiesa di Santa Maria ad Nives , 1929 (manoscritto) 
(7) Livio IX 43,85. Per gli studi sul tracciato della via Valeria v. Gardner, Essen, Martens, il più recente Van Wonterghen pp. 1,39. 
(8)Grossi o.c. pag. 117 
(9) Lugini Memorie storiche della Regione Equcolana pag. 58. Fiorani o.c. pag 158. Grossi o.c..

 

 
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