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L'etimologia del nome. Le origini
Testi a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo  maggiori info autore

" Un paesino pulito e fiorente di mille cinquecento abitanti, situato su di un'altura isolata sotto il maestoso monte Velino e dal quale si gode una veduta ampia sui Campi Palentini." (1) Così ci descrive Magliano il pittore e scrittore inglese, Edward Lear, che lo visitò nell'agosto del 1843, nel suo lavoro letterario Viaggio attraverso l'Abruzzo Pittoresco. La litografia , che illustra questo centro, opera dello stesso Lear, ben evidenza il nucleo medioevale di Magliano. Vi si intravedono ancora le torri di cinta, sebbene per lo più prive di coronamento.
 
Prima di parlare, dal lato urbanistico, di questo vecchio centro storico, quasi del tutto scomparso a causa del sisma, che la mattina del 13 gennaio 1915 sconvolse la Marsica, c'è da chiedere quale l'origine del paese e quale l'etimologia del nome Magliano. Secondo la tradizione, che viene riportata dal Febonio (1597-1663) nella sua Istoria Marsorum (1678), ai tempi dell'antica Alba Fucens vi sarebbero state delle officine per la costruzione di armi, da cui sarebbe derivato il nome Magliano
(2). Scrive lo storico: "La cosa oggi, si può constatare ancora sullo stemma; infatti , vi sono riprodotti due fabbri seminudi nell'atto di piegare sull'incudine, col maglio, un ferro ardente, per l'impronta d'uno di quei sigilli, con i quali si contrassegnano i documenti pubblici".
L'ipotesi del Febonio influenza tutti quelli che dopo di lui fanno riferimento a Magliano. Il Corsignani pur non attardandosi a riportarla, la sottintende: "La sua etimologia (di Magliano) spiegata dal Febonio, come cosa inutile, qui tralasciamo".
(3) C.U. De Salis Marschlins nel suo Viaggio nel Regno di Napoli 1789, scrive che Magliano "durante i giorni prosperi di Alba, forniva quella città di lavori in rame e in ferro" (4).
 
Sulla stessa linea è il Di Pietro. (3b) Ancor oggi c'è chi sostiene che il nome Magliano , in latino Malleanum, derivi da malleus , il maglio. Di questo stesso parere è Paolo Fiorani fondandosi anche sul fatto che in età romana vi sarebbe stato un Collegium Fabrorum. La riprova , che il Fiorani dà, è quella stessa data del Febonio cioè lo stemma comunale , ove è impresso, nel sigillo attuale, un giovane nudo che batte col maglio sull'incudine. Nello sfondo appaiono le tre cime del Velino.(5)
  

Una tale tradizione va, comunque, ricordata e mantenuta come simbolo della laboriosità e imprenditorialità dei Maglianesi, come già si esprimeva nel 1886 il sulmontino Nicola Marcone nel suo Viaggio al Lago dei Marsi: " Il Maglianese tiene moltissimo a vedere che l'origine del proprio paese venga dal maglio, che è l'istrumento indispensabile a tutti i mestieri ed oggi , dal fondo delle diverse officine , lavora e manda in commercio paste eccellenti, candele steariche e di cera ecc."
(6) Una tale etimologia di Magliano oggi non è più sostenibile . Dal lato storico non ha alcun fondamento, non tanto per la mancanza di reperti che dimostrino l'esistenza di officine per la costruzione di armi, quanto per questioni riguardanti le leggi che regolano l'evoluzione linguistica.(7) 
 
Il passaggio da malleus ( il maglio) a Malleanum (Magliano) presuppone l'esistenza di una voce intermedia cioè di un aggettivo per cui si dovrebbe avere il seguente passaggio. malleus (il maglio) - malleanus, a, un ( aggettivo derivante da malleus)- Malleanum (forma aggettivale neutra). Sappiamo che gli aggettivi con suffisso anus, a, um, (-ano in italiano), indicano appartenenza o pertinenza o alla maniera di...e possono derivare da nomi di persona, di località e luoghi geografici, ma mai da nomi di utensili e di oggetti in genere. 
 
Ciò rende insostenibile la veridicità della tradizione. Il fatto poi che il nome latino di Magliano si presenti oggi come Malleamum e non Manlianun e il sigillo del comune porti impresso un giovane nudo che batte sull'incudine, dimostrano solo che il nome Magliano è accostato al maglio per paretimologia, cioè una etimologia apparente fondata solo su associazioni fonetiche e morfologiche , e non suffragata da alcun fondamento storico e scientifico. Il nome Magliano nella sua forma volgare certo già esisteva quando in una bolla di collazione della chiesa di S. Maria in Valle, datata 1353, è documentato per la prima volta il nome latino Malleanum
(8). E' questo un documento ufficiale redatto da un Petrus Iacobus de Malleano de Cartio quindi un documento scritto in latino, secondo l'uso rimasto inalterato fino all'età moderna. Il redattore, perciò, si trovò nella necessità di latinizzare il nome volgare di Magliano. La cosa migliore gli sembrò di tradurlo in Malleanum. Il termine rimase così ufficializzato. In un rescritto del 1371 è sempre un notaio de Malleano, tale Carlo Benedetto, che firma la scrittura il 18 dicembre di quell'anno in Castro Novo Malleani.(9) 
  
Un documento coevo, però , conservato in copia quattrocentesca nell'archivio storico del comune di Avezzano, redatto dall'allora Conte di Albe, Lodovico di Navarra, porta scritto in Castrum Novum Malliani, in platea pubblica".
(10) 
La questione rimane aperta e forse tutto è dipeso dalla errata trascrizione del documento del 1352 fatta dal Febonio. L'uso di Malleanum, tuttavua, rimarrà in tutti gli altri documenti posteriori e ancor oggi nello stemma comunale sormontato dalla scritta Universitas Malleani. E' certo che la creazione e la realizzazione del sigillo fu una conseguenza della trasformazione di Maliano in Malleanum e fu opera piuttosto tarda: forse della fine del quattrocento. Il nome volgare di Magliano nella forma Maliano è di circa un secolo precedente al 1353. Appare infatti in un documento scritto del 1250.
(11)  Si tratta di un registro delle rendite della chiesa di Santa Maria in valle Porclaneta , dove si parla della chiesa di S. Maria de Maliano. Così in un Codice di decime forse dell'anno 1324 si fa menzione ancora di S. Maria de Maliano. (12) Quale, dunque, l'etimologia del nome Magliano? Il Dizionario di Toponomastica dell'UTET lo riporta come un toponimo di tipo prediale dal personale latino Mallius con suffisso aggettivale anus che indica appartenenza. (13) 
 

Secondo studi recenti, una villa romana dei Manlii, da cui fundus Manlianus sarebbe da identificarsi nella località Magliano Vecchio dove in età cristiana sorse la chiesa di Sancta Maria de Maliano (ora Santa Maria ad Nives)."
(14) L'esistenza della villa viene provata dalla presenza di iscrizioni sepolcrali, tombe a cappuccina, canali di drenaggio, una condotta di acquedotto antico.(G, Grossi- Dall'età del ferro all'età arcaica), grossi macigni ,segno di antiche costruzioni. Sull'impianto di questa villa si sarebbe sviluppato il primo nucleo urbano di Magliano. L'antichità della chiesa di Santa Maria ad Nives ed il fatto che essa già dai primordi rivestisse la dignità di parrocchia che poi ha conservato fino al giorno d'oggi, sebbene per diversi secoli fosse rimasta solitaria in aperta campagna , solo in questi ultimi tempi la zona si è ripopolata), sono la prova che il primo nucleo di Magliano sorgesse in questo luogo.(15) 
 
Il colle , su cui forse già esisteva la chiesa di Santa Lucia, non certo nelle attuali proprzioni,, forse era ancora deserto di case, o vi affioravano ancora i resti di un ocre dell'età del ferro. Comunque alla fine del duecento e non più tardi degli inizi del trecento l'agglomerato urbano, che costituirà il centro storico e rimarrà quasi intatto fino al 13 gennaio 1915, era ormai un dato di fatto. Abbiamo già visto come il 18 dicembre del 1371 il notaio Carlo Benedetto firmi un suo atto in castro novo Malleani per distinguerlo dal vecchio, come nel coevo documento dell'archivio d'Avezzano redatto in castrum Novum Maliani.. Nel nuovo borgo, oltre agli abitanti di quest'ultimo centro, vi erano affluiti quelli di alcuni villaggi e cascine circostanti. Quasi tutti quelli di San Martino, tanto che il nuovo abitato. sotto il profilo ecclesiastico, non avrà autonomia, ma sarà servito dalla parrocchia di san Martino. Cosa questa che non si spiegherebbe diversamente data la distanza della chiesa di San Martino dal nuovo borgo. La chiesa di Samta Lucia ove si dovevano svolgere quasi tutte le funzioni , diverrà parrocchia solo alla fine del cinquecento.
(16)
 

Anche dal lato amministrativo fino agli ultimi anni del quattrocento, il nuovo castro non era autonomo , ma dipendeva da Carce di qui Malleanum de Carchio.. Il primo documento che dimostra l'autonomia del-l'Universitas Malleani, non più dipendente da Carce , forse completamente abbandonato e destinato a scomparire, è del 1 agosto 1484. quando i Conti Orsini e gli amministratori di tutte le terre del ducato di Tagliacozzo prestano giuramento di fedeltà al re Ferdinando di Sicilia. Fra gli amministratori ci sono anche quelli della università di Magliano: Benedetto Mario di Pietro Terribile, Angelo di Marco ed Antonio di Giovanni, sindaci et procuratores Universitatis et Hominum supradictae terrae Malleani.
(17) 
  
Nel 1495 Federico II D'Aragona concede a Fabrizio Colonna le terre già appartenute a Viginio Orsini. Fra queste ci sono tutti e tre i centri abitati che in età moderna formeranno il comune di Magliano . Magliano, Rosciolo,
Marano
(18) Nel 1597 il Ducato di Tagliacozzo ripassò ai Colonna. Nella concessione di Tagliacozzo fatta in quell'anno da Ferrante II a Fabrizio Colonna col titolo di Conte , l'intera Marsica occidentale veniva riunita in un'unica signoria e si spostava definitivamente il centro di gravitazione da Albe a Tagliacozzo. Erano cambiate le condizioni storiche, Albe ancora fiorente all'epoca di Federico II, come antica rocca fortificata per il controllo strategico di una importante via d'accesso nel Regno, aveva perduta la sua importanza strategica né altri motivi c'erano per mantenerla. 
 
Dalle distruzioni operate dai soldati di Carlo D'Angiò Albe non si era più ripresa.( Galanti).
(19) Nell'elenco che comprende tutti i paesi che ne facevano parte, riappaiono Magliano, Rosciolo, Marano L'altra parte della Marsica gravitava su Celano, che stendeva i propri confini fino alla baronia di Balsorano. (20) Durante i primi decenni del quattrocento Magliano dovette raggiungere un certa floridezza , che interessò l'assetto urbanistico che da allora incominciò ad assumere quell'aspetto , che doveva rimanere quasi inalterato fino al 13 gennaio 1915. Venne completata la facciata della chiesa di Santa Lucia con i tre portali gotici, al di sopra di quello centrale fu collocato il rosone finemente lavorato. 
  
Nei primi del mille cinquecento, in seguito alle lotte fra i Colonna e gli Orsini i primi pensarono di circondare , come vedremo. il paese di mura e di munire le porte con bastioni. All'epoca del Febonio sia le mura che i bastioni erano ancora integri. In seguito molti tratti furono inglobati da case, resti di mura sono riapparsi col crollo delle abitazioni dovuto al terremoto già ricordato.
(21) Dal lato del lavoro e del progresso economico I Colonna spinsero non solo nella loro contea di Tagliacozzo ma anche per la parte orientale sella Marsica una gravitazione romana e agricola invece che abruzzese e pastorale .
La saldatura tra Marsica e Campagna Romana , che aveva avuto inizio già dal secolo XIII per quanto riguarda il lavoro estivo di Marsicani nel Lazio, non si sarebbe più arrestata.
(22) 
 
  

Note
1) Edeward Lear. Viaggio attraverso l'Abruzzo pittoresco ( trad. Ilio Di Iorio) , 1846-pp. 71-73. 
2) Febonio: Historia Narsorum 1678, pp. 133-134. 
3) Corsignani. Reggia Marsicana, p. 130 parte I- 3b) Anfrea Di Pietro: Aggòomerazioni delle popolazioni attuali nella Diocesi dei Marsi 1869.
4) De Salis Marachlins: Viaggio nel Regno di Napoli..
5) Fiorani: Città Romana
6) N. Marcone : Viaggio attorno al Lago dei Marsi 1886, pp. 1-22- 
7) Dizionario di Toponomastica, UTET , p. 369. 
8) Bolla di collazione di santa Maria in Valle al cardinale Rainaldo Orsini 1353. Nos Petrus Iacobus de Malleano de Cartio, ( Febonio H.M. p.174; Antinori XII , 58, 60) 
9) Antinori XII , 459- 463.
10) Pertgamena nell'Aechivio Storico del Munucipio di Avezzano. 
11) Antinori : Annali mss.sec. XVIII in Biblioteca prov. L'Aquila. Vol. IX.f.71. 
12) Codice delle decime con l'elenco delle chiese della diocesi dei Marsi(inizio sec. XIV) con l'impoto da pagare alla cattedrale di Santa Sabina. Ci sono: San Martiuno di Carce, Santa Maria in Valle, Sam Bisgio, Santa Maria de Maliano.
13) Dizionario di Toponomastica.
14) Grossi, Piani Palentini con Fundus Malianus. Melchiorre Breve profilo di Maglianop. Scipioni: La Chiesa di santa Maria ad Nives man.
15) Vedi Scipioni o.c. 
16) D. Scipioni: La chiesa di Santa Lucia 1935. 
17) De Cupis. Registro degli Oprsini sul dominio feudale negli Abruzzi (Bolletino in Storia Patria Antinori; Melchiorre Breve storia di Mmagliano p. 19; Galante: Storia del Regno di Napoli. 
18) Federico D'Aragona concede a Fabrizio Colonna il duvato…pp. 1927-2992- G. Grossi: Le origini di Avezzano p.139- 
19) Il Regno di Napoli 
20) Brogi 1900 .p 317 
21) La Mia Città 1974 
22) Galasso: Il Regno di Napoli cap. VIII pp847-848 ; Giustiniani;Colapietra.
  

 
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