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Dal secolo XVI alla fine del '700
Testi a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo  maggiori info autore
Entrato il nostro territorio nel Ducato di Tagliacozzo, ne doveva subire tutte le conseguenze liete e tristi. Assisté alle lotte fra Colonna e Orsini , che nel più ampio quadro delle guerre di predominio tra Francia e Spagna, si gettarono chi da una parte, chi dall'altra allo scopo di salvaguardare o riconquistare il potere. Per opera di Giulio II nel 1511 le due famiglie rivali si riconciliarono . 
Il Papa per l'occasione fece coniare una medaglia col motto Pax Romana. Ma l'accordo non doveva durare a lungo, Per quanto riguarda il nostro territorio un anno particolarmente drammatico fu il 1528. Ma per comprenderne l'importanza e valutarne le conseguenze è necessario tracciare un quadro generale dei gravi eventi che funestarono l'Italia e in modo particolare Roma con pesanti ripercussioni per le nostre zone. 
  
Gli stati Italiani, allarmati della crescente potenza imperiale di Carlo V, che con la vittoria su Francesco I a Pavia e il conseguente trattato di pace di Madrid, era divenuto di fatto l'arbitro delle sorti italiane, accolsero l'invito di Clemente VII di unirsi in una lega : Questi aveva già preso contatto con Francesco I che si espresse favorevole e si dichiarò disposto a farne parte per rifarsi dell'umiliazione subita a Pavia. Sorse così la Lega di Cognac tra Clemente VII, Francesco I, Venezia, Francesco Sforza, Firenze, Genova con la sua poderosa flotta comandata da Andrea Doria. "La lega di Cognac si presentava agli Italiani come un grande sforzo verso la liberazione della penisola da ognl soggezione straniera,. Ebbe i plauso anche di Machiavelli .( Saba).
 
 Purtroppo, come spesso avverrà in Italia, interessi particolari urtarono contro l'unità necessaria a combattere un avversario formidabile. I Colonna, compreso Ascanio Colonna duca di Tagliacozzo, nel settembre del 1526 d'accordo con Ugo di Moncada rappresentante dell'impero a Roma, marciarono contro il Vaticano con 5000 uomini. Saccheggiarono i Palazzi papali, incendiarono il quartiere di Borgo e cariche di bottino si ritirarono il 22 settembre a Grottaferrata. Il Papa, preoccupato anche della notizia che l'esercito ungherese era stato sconfitto dai Turchi che minacciavano l'Europa, fu costretto dal rappresentante imperiale a venire a patti e concedere l'amnistia ai Colonna..
 
Ma l'invasione del Vaticano da parte dei Colonna fu come un breve preludio per il diluvio che l'anno dopo avrebbe travolto la città eterna. Le vicende della Lega, mancando un coordinamento delle diverse forze non andavano affatto bene. Le cose precipitarono allorché in aiuto di Carlo V intervenne dalla Germania una compagnia di Lanzichenecchi guidati dal celebre condottiero il luterano Giorgio di Frundsberg. La compagnia, composta da oltre diecimila uomini vogliosi di viaggiare e fare bottino, iniziò la sua marcia dal Tirolo Meridionale attraversò le contrade italiane incontrando solo sporadiche resistenze. Il condottiero tuttavia perì a causa di una sedizione scoppiata fra i suoi soldati affamati e desiderosi di saccheggio. La marcia verso Roma proseguì agli ordini di Carlo duca di Borbone.. 
 
A Roma c'era la peste e la carestia e si apprese con spavento la notizia dell'avanzata dell'esercito luterano da una parte e dall'altra quella del viceré di Napoli che si avvicinava con la flotta dalla parte del mare. Il 6 maggio l'esercito imperiale assaliva Roma, La mattina del giorno successivo la città offriva uno spettacolo miserando , I Lanzichenecchi, privati anche del loro Capo, il Borbone, colpito da un colpo di archibugio proveniente da Castel Santangelo, si dettero ad un saccheggio indiscriminato commettendo le azioni più nefande. Le donne, i bambini, i vecchi non vennero risparmiati. Il papa, rinchiuso a Castel Santangelo tentava tutte le vie diplomatiche per uscire da simile situazione. 
 
Nella notte fra il 6 e il 7 dicembre .abbandonò Castel Santangelo e si rifugiò ad Orvieto. La Lega di Cognac di fatto si sciolse L'anno successivo Clemente VII, riappacificatosi con l'imperatore, non solo comminò la scomunica alla famiglia rivale dei Colonna, ma dette incarico a Renzo di Ceri, Paolo Vitelli, l'abate Napoleone Orsini di scacciarla dai propri domini.
(1). L'Orsini invase e devastò le terre e i castelli dei Colonna . Per la via di Arsoli entrò nel ducato di Tagliacozzo . Non avendovi incontrato resistenza giunse a porre il campo nei pressi di Magliano, secondo la tradizione, nella zona delle Forche, a ridosso di Santa Maria ad Nives. Non tardò a giungervi Scipione Colonna, Vescovo di Rieti. Si scatenò una lunga e sanguinosa battaglia nella quale rimase ucciso quest'ultimo. Perirono 400 colonnesi, circa 800 furono presi prigionieri. (Guicciardini-Storia d'Italia l.XIX, cap. III) Il cardinale Colonna fu seppellito a Magliano. 
 
Il vecchio borgo, accanto a Santa Maria ad Nives, fu orrendamente saccheggiato e da allora quasi sicuramente, gli abitanti superstiti abbandonarono le loro case per rifugiarsi nel castrum novum, sul colle di Santa Lucia, insieme ai vecchi abitanti di San Martino.. La Chiesa di Santa Maria ad Nives rimase isolata , sebbene seguitasse a conservare il titolo di parrocchia. Nel settembre tuttavia di quello stesso anno Ascanio Colonna fu riconfermato nei propri domini e nominato governatore degli Abruzzi per un triennio.. Dopo tali fatti i Colonna provvidero a circondare il nuovo borgo di mura, come si è accennato di sopra. (2)
 
Il Febonio che compose la sua storia verso la metà del milleseicento così scrisse;"Illius structura moderno lapide ornata , altero pene saeculo in esse deductum signat: muro in universum cingitur= La struttura guarnita di pietra recente sta a significare che esso è stato fondato nell'altro secolo: è cinto tutt'intorno di mura." Trad. Palanza. Il testo del Febonio sta a testimoniare che la costruzione delle fortificazioni non va al di là dell'inizio del secolo XVI , quindi coincide con la nostra ipotesi. Non possiamo concordare con lui tuttavia riguardo all'origine di Magliano. Questa in base ai documenti citati va anticipata almeno di tre secoli per Magliano vecchio, e di due per il novum castrum.
 
Il cinquesento segna anche per il nuovo borgo la definitiva indipendenza dal lato ecclesiastico, la Chiesa di Santa Lucia, ove da tempo si svolgevano tutte le funzioni religiose, e riceveva il titolo di parrocchia. Negli ultimi tempi lo stesso San Martino non veniva più nominato San Martino di Carce, ma San Martino di Magliano. Di Carce agli inizi del cinquecento non si hanno più notizie.(3)" Tra i documenti d'archivio il più antico tra quelli che espressamente e in maniera inequivocabile fanno menzione di Santa Lucia , è un compromesso del 1536 tra le famiglie Capone e la famiglia Gatti " sopra il iuspatronato di una cappella sita in la Ecclesia de Santa Lucia di Magliano medesmo" (4) 
 
Dal 1571 la Chiesa di Santa Lucia, quindi, oltre a svolgere tutte le funzioni religiose è anche sede degli uffici parrocchiali, ove vengono redatti e conservati in appositi registri tutti gli atti della vita parrocchiale. Il primo Abate è Don Angelo Antonio Ruscio Segue don Giovanni Menicucci che viene investito della cura parrocchiale di Magliano il 16 luglio 1597 dal Vescovo Bartolomeo Peretti. Santa Lucia è Chiesa collegiata, "una delle otto della diocesi create , nel giro di pochi decenni, dai vescovi Milanesi e Colli". L'abate era coadiuvato da ben 6 canonici, più altri 3 sacerdoti e un accolito (Melchiorre) (5)
 
Nel 1588 le Confraternite del Santissimo e della Misericordia fondano uno dei primi Monti di pietà nella Marsuica. Tali istituti di credito erano stati creati con Decreto del Concilio Lateranense (1512-1517) e avevano lo scopo di proteggere i bisognosi dall'usura.(6) Le stesse confraternite gestiscono anche un Hospitale per accogliere poveri e pellegrini. Posto fuori le mura , adiacente alla Chiesa di Sant'Antonio Abate, serviva, fra l'altro, anche ad accogliere per trascorrervi la notte, quanti, giunti da altri paesi, o non trovassero ospitalità in locande del centro abitato, o fossero giunti ad ora tarda quando le porte del borgo erano chiuse. Questa istituzione ebbe termine all'indomani dell'unità d'Italia quando i locali vennero adibiti a Municipio e a Scuole Elementari.(7) 
 

Note
1) Benvenuto Cellini nella sua autobiografia si vanta di essere stato lui, con un colpo di archibugio, a colpire il borbone.. 
2) Gucciardini, Storia d'Itala,  Lucini: Memorie storiche della Rfegione Equicolana. Vol. I ,p. 309. Corsignani: Reggia 3) Corsigani: Reggia Marsicana, pag. 350. Giovio, Hist. Lib. 26. Lear: Viaggio in Abruzzo. 
4) D. Scipioni Brevi notizie storico-artistiche chiesa du Santa Lucia, Melchiorre : Profilo storico di Magliano in Di Girolamo 1987. 
5) Melchiorre. Prof. St. Magliano pag. 22 
6) Corsignani: R.M. p.351. Scipioni: Brevi notizie Santa Lucia. Melchiorre,. pag. 23. Di Pietro : Agglomerazioni delle popolazioni attuali della Diocesi dei Marsi , 1869.
7) Archivio diocesano della diocesi dei Marsi "introito e Capitoli del Monte di pietà di Magliano.
     
 

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