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Inizi della vita parrocchiale
Testi a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo  maggiori info autore
In precedenza rivestiva tale dignità la Chiesa di San Martino, che sorgeva nei pressi dell'attuale cimitero, a metà strada fra Magliano e Rosciolo. In quel tempo le poche case, che erano sorte attorno alla Chiesa di Santa Lucia, facilmente non assumevano ancora una fisionomia ben definita di paese  " terra ", come si diceva allora. Magliano " non essendo ancora un castello a sé "  dipende dal più grande centro di Carce ". Di qui la dipendenza di Santa Lucia da San Martino, parrocchia di Carce. Da alcune espressioni medioevali, come " San Martino in valle ", si può argomentare che il Castello di Carce, oltre ad essere costituito da un centro fortificato, posto alla cima del monte omonimo, comprendeva anche caseggiati, costruiti a valle, nei pressi della Chiesa. 
  
Non si potrebbe spiegare altrimenti la distanza di quest'ultima dalla cima del monte. Comunque, a riprova dell'esistenza di abitazioní nei pressi della Chiesa di San Martíno, alla fine degli anni sessanta, mentre si effettuavano gli scavi per la sistemazione della strada Magliano-Rosciolo e per la costruzione dell'ampio piazzale antistante il cimitero, furono rinvenuti dei grossi muri, testimonianza certa di un centro abitato. Per quanto riguarda il passaggio della dignità parrocchiale da San Martino di Carce a Santa Lucia di Magliano, rimando il lettore e a quanto scrive Melchior nell'Introduzione. La chiarezza della esposizione, la ricchezza di documentazione riguardante tale periodo, non permettono alcuna giunta. E' da ricordare solo, ma ciò non riguarda l'argomento trattato da Melchiorre, né la storia della Chiesa, un evento luttuoso, accaduto nel 1527, quando il paese fu barbaramente saccheggiato dalle milizie di Napoleone Orsini. 
  
Fu a causa di tale evento, che aveva visto i Colonna sconfitti, che questi pensarono di fortificare Magliano. L'abitato, infatti, fu fornito di mura, le porte furono fortificate con bastioni (1). L'ultimo parroco, di cui si ha memoria, investito sotto il titolo di San Martíno, fu il sacerdote Bernardo di Pietropaolo, che ebbe il possesso dal Vescovo Milanesi il 2 novembre 1564 (2). Dopo di ciò il titolo di San Martino viene unito a quello di S. Lucia, fino a che il primo scompare del tutto (3). La vita parrocchiale da tempo si doveva svolgere in S. Lucia. Abbandonato il centro fortificato sulla cima del monte, anche l'abitato attorno alla chiesa di San Martino si andava diradando fino a scomparire. 
Agli inizi del Seicento il clero, che ormai viveva in Maglíano, il popolo, l'università, consapevoli del nuovo stato di cose, decisero di donare la chiesa di San Martino ai frati di San Francesco, perché vi edificassero un convento e provvedessero al culto della Vergine Maria sotto il titolo di Madonna delle Grazie. 
  
L'atto di cessione, preceduto dal placet del Vescovo Mons. Peretti, richiesto con supplica dai Massari e dalla Università, veniva stipulato l'8 maggio 1608 nella sagrestia di S. Lucia. Vi intervennero rappresentanti del clero, dell'Università e dei frati. Racconta Mons. Scipioni come " nello stesso giorno Massari, Procuratori, Canonici si recassero processionalmente nella suddetta chiesa per darne il possesso ai frati, osservando le cerimonie di rito e piantando la croce. Si assegnò loro un appezzamento di terreno di dieci coppe per edificarvi il convento e per l'orto e si dette anche facoltà di far legna nella selva detta volgarmente Lo Pago del Santo ". L'atto fu firmato dal Notar Giovanni Giorgi, dal Giudice Giacomo Giorgi, da Paolo Paolini, Aurelio Tornese, Francesco Rainaldico e dal Notaio e Procuratore Muzio Paolini. Per avere un quadro di come si svolgesse la vita nella Parrocchia di Santa Lucia e quanto fervore di opere contribuisse alla crescita civile e religiosa del popolo, rimando il lettore a quanto scrive Melchiorre nell'Introduzione. Quello dato dallo studioso è un quadro abbastanza entusiasmante della fede dei nostri avi. Basti pensare alla fondazione di uno dei primi Monti di Pietà della Diocesi Marsicana (1588), e alla fondazione dell'hospitale per i poveri e per i pellegrini. 
   
Quest'ultimo era curato dalle due Confraternite della Misericordia e del Santissimo. Posto fuori le mura, adiacente alla Chiesa di Sant'Antonio Abate, serviva, fra l'altro, ad ospitare quanti, giunti da fuori, non avessero trovato ospitalità in locande del centro abitato o presso famiglie private, oppure fossero giunti quando, suonata un'ora di notte, che annunciava l'inizio del coprifuoco, le porte cittadine erano chiuse.
Questa istituzione cessò di esistere all'indomani dell'unità d'Italia, quando i locali vennero adibiti a munícipio ed a Scuole Elementari. In questo clima di fervore fiorì pure la vocazione di Padre Filippo Guadagnolo (1596-1656), sicuramente l'uomo più di valore, sia per studi che per pietà, che Magliano possa vantare.

 
Note
(1) LEAR, Viaggio in Abruzzo. 
(2) SCIPIONI, Op. Cit. 3Vedi Introduzione.
(3) Vedi "la storia della chiesa".
 
Testi tratti dal libro "La chiesa di Santa Lucia in Magliano dei Marsi"
 
 

 
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