Home Page del Comune Clicca per approfondimenti

Clicca per visualizzare la guida alla navigazione
 
 

TERRITORIO

 

in evidenza

 

Risorse

 

 
Sei in: - CHIESE E MONUMENTI - Chiesa di Santa Lucia - La costruzione del campanile

La costruzione del campanile
Testi a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo  maggiori info autore
Clicca sulle immagini 
per ingrandirle
 
 
Il campanile
    
L'incisore Tommaso di Lorenzo, creatore del campanile.
Come abbiamo già accennato, durante l'ampliamento della chiesa erano state gettate le fondamenta del campanile. La costruzione di questo è stata sempre ritenuta, nella storia della Chiesa di Santa Lucia, evento importantissimo. Infatti i nostri vecchi andavano giustamente orgogliosi di una simile opera. 
Le difficoltà incontrate nella realizzazione rendevano maggiormente eccezionale l'evento. Non essendo dunque realizzato del tutto il progetto dell'architetto Baldi, il Decurionato nella seduta del 30 novembre 1859 deliberava di costruire il campanile. Ma gli eventi politici dell'anno successivo non permisero neppure che si desse inizio ai lavori. Questi verranno iniziati e quasi subito sospesi in seguito ad una deliberazione del Consiglio Comunale, subentrato al Decurionato, dell'anno 1870. Bisognerà cosi attendere la Sacra Missione del 1881, quando un improvviso e spontaneo pronunciamento popolare spingerà chi di dovere a prendere i provvedimenti necessari alla realizzazione dell'opera. 
  
Racconta Monsignor Scipioni, che forse, ragazzo, aveva assistito all'evento: " Mentre si teneva la predica d'introduzíone alla Missione, l'oratore nell'assegnare l'ordine e l'orario da osservarsi nei giorni successivi e raccomandando di recarsi in Chiesa con puntualità al suono delle campane, fu interrotto da una voce che disse:
"Non ci sta! ". 
L'episodio udito più volte raccontare negli anni trascorsi, quando ancora vivevano quelli che vi avevano assistito o preso parte, da taluno veniva narrato con colorito più vivace, quasi in forma drammatica. 
"Quando domani, iniziava il Padre predicatore, dall'alto del campanile udirete le campane, che vi chiamano ... ".
" Non abbiamo né campane né campanile ", interruppe una voce.
" Non abbiamo né campane, né campanile! ", rispose in coro tutto il popolo. 
L'unanimità della volontà popolare fece il miracolo. 
Il Padre Missionario convocò quanti contavano nella Chiesa del Nome di Maria extra moenia, e li esortò a mettersi a lavoro per realizzare la tanto sospirata opera. 
  
L'incisore Tommaso Di Lorenzo, che in quell'epoca già aveva acquistato notorietà nel campo dell'arte (1) si mise subito all'opera e preparò un disegno, che pur nella originalità delle linee, si confaceva allo stile armonico della facciata e quindi avrebbe costituito degno coronamento dell'intera opera. 
" Senza tante perizie (calcoli, preventivi, formalità, ecc.) si cominciò la costruzione e si portò a compimento in meno di due anni " (2).
  
Ciò fu possibile grazie alla perizia costruttiva di un bravo capomastro, mastro Rosario Gentile, che, come dice Scipioní, " col senno e con la mano " diresse i lavori, servendosi di un buono staff di muratori (3). 
Il campanile fu dotato di nuove campane, che vennero fuse dalla ditta Mari di Salle e Scafati (Castagnetti) di Magliano. 
  
La palla in rame, posta al vertice, del cono fu lavorata da Giovambattista Morgante, la Croce in ferro da Antonio Amiconi. 
L'opera riuscì di generale soddisfazione. Veniva così coronato l'ardore, l'entusiasmo. il sacrificio, con cui la cittadinanza aveva seguito le fasi della realizzazione. 
Il popolo maglianese, dice mons. Scipioní " Insorse come un sol uomo, compatto e volenteroso, senza distinzione di ceto e di partito. 
Ciascuno contribuì secondo le proprie forze con generosità ". 
 
L'illustre sacerdote cosi conclude:
" La concordia, l'armonia, il disinteresse, l'emulazione fecero il miracolo di far sorgere un artistico campanile e dotarlo di campane, che, ripercotendone gli echi nei monti, nei piani, cantavano gloria a Dio e pace e fratellanza al popolo di Magliano ".

 
 



Note
(1) Nicola Marcone nel suo lavoro Viaggio al Lago dei Marsi (1886), parlando del Di Lorenzo lo definisce: " Valentissimo artista che onora, nonché il suo paese nativo, l'Italia ". (2) SCIPIONI, Op. Cit. 
(3) Ecco i nomi di questi: Paolo Santucci, Lorenzo Ringegni, con i figli Antonio e Raffaele, Antonio Morgante, Achille Scafati.       
 

Testi tratti dal libro "La chiesa di Santa Lucia in Magliano dei Marsi"
 
 

 
Sei in: - CHIESE E MONUMENTI - Chiesa di Santa Lucia - La costruzione del campanile

Territorio

 
 


Team sviluppatori
| Grafica e Redazione | Copyright