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Fermenti di vita religiosa fino al terremoto del 1915
Testi a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo  maggiori info autore
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Chiesa S. Lucia dopo il terremoto del 1915
(collez. G. di Girolamo)
L'ultimo quarantennio del secolo XIX, come abbiamo già visto, è caratterizzato dalle grandi opere di ristrutturazione della Chiesa di Santa Lucia e dalla costruzione del campanile. Sotto il profilo più specificamente religioso tale quarantennio è ricco di fermenti religiosi, sebbene le condizioni in cui ci si muoveva non fossero delle più rosee. Dal 1863 al 1872 la Diocesi rimane vacante, affidata al Vicario Capitolare don Giovanni Ricciotti. Negli anni di [tale] vacanza ", scrive Melchiorre nel Profilo storico della diocesi dei Marsi, l'intervento dello Stato Italiano sulla Chiesa Marsicana era stato cosi rigido e fiscale, da impedire persino l'espletamento delle normali attività amministrative.
  
Nonostante questo clima, nello scorcio del secolo numerose furono le vocazioni al Sacerdozio, non solo nel campo del clero secolare. Fra i molti sacerdoti son da ricordare almeno il nome di mons. Domenico Scipioni e quello di padre Vincenzo Di Lorenzo dei Padri Sacramentini.

L'uno profondo conoscitore delle Sacre Scritture e delle lingue classiche, nonché rettore del Seminario, l'altro espertissimo organizzatore dei Congressi Eucaristíci in campo mondíale. 
  
Nell'anno 1883 veniva istituito l'asilo infantile, che veniva affidato alle Suore del Preziosissimo Sangue. Da allora fino ad oggi l'opera di queste suore non si è limitata solo all'educazione dei bambini, ma ha collaborato con profondo senso religioso alla vita della Parrocchia e in periodi di necessità all'assistenza.
A quell'epoca la Chiesa di Santa Lucia era servita ancora da un abate e sei canonici. Incamerati i beni dei Canonicati, rimase solo il Parroco. Il Vescovo Di Giacomo dovette lavorare notte e giorno per restituire alla Marsica quel clima di serenità e spiritualità di cui la diocesi aveva bisogno. Verso la fine del secolo la situazione incomincia a migliorare fino a che si giunge alla nomina di mons. Poi Marcello Bagnoli a vescovo dei marsi (1). Il secolo XX si apriva all'insegna della speranza. 
  
Nell'anno 1904 però una serie di scosse telluriche, qualcuna di grande violenza da danneggiare alcuni fabbricati, turbava la vita cittadina. Il Vescovo Bagnoli effettuava la sua prima visita pastorale a Santa Lucia il 4 giugno 1912. Era parroco allora don Vincenzo Del Manso. Il Vescovo rimane ben impressionato dei Maglianesi, raccomanda tuttavia l'istituzione di qualche opera cattolica di carattere sociale e l'organizzazione di qualche circolo ricreativo. Le Confraternite ormai avevano perduto quel carattere sociale che avevano al tempo della loro istituzione. Alcuni giorni dopo tale visita, il parroco Don Vincenzo Del Manso moriva. La sua memoria è rimasta a lungo nel cuore di tutti quelli che lo avevano conosciuto (2).
 
In attesa della nomina del nuovo parroco, presta servizio, come economo curato, Don Angelo D'Alessandro, che seguita a mantenere anche la Parrocchia di S. Maria Ad Nives (3). Nel 1914 viene nominato parroco Don Vincvenzo Giusti. Questi non può ancora organizzare la sua attività pastorale, quando giunse la gelida alba del 13 gennaio 1915.
 
   

Note
(1) MELCHIORRE, Profilo storico della Diocesi dei Marsí. SCIPIONI, Santa Maria ad Nives [ManoscrittoL 1929. 
(2) Della stima, di cui godeva l'abate Del Manso, parlavano molto i miei, che lo avevano conosciuto. 
(3) SCIPIONI, Santa Maria Ad Nives (Manoscritto), 1929.
 
Testi tratti dal libro "La chiesa di Santa Lucia in Magliano dei Marsi"
 
 
 
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