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L'ultimo decennio
Testi a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo  maggiori info autore

Se volessimo sintetizzare l'ultimo decennio, che è quello di Don Antonio Scíarra, potremmo dire che questo è caratterizzato dai primi frutti del Concilio Vaticano IL Anche la Chiesa Universale, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, sembra che in gran parte abbia superato il periodo travagliato del postconcilio e si avvii al compimento del II millennio dell'Era Crístiana, come forza rigeneratrice per la realizzazione di un Umanesimo Integrale. 
Anche le relazioni sempre più intense fra le grandi potenze, che oggi dominano il mondo, Stati Uniti e Russia, per la eliminazione delle armi nucleari, fanno bene sperare per il futuro. I laici prendono sempre più parte, attraverso vari organismi, alla vita organizzativa della Chiesa. Nella Parrocchia di Santa Lucia, può finalmente cominciare la sua attività il Consiglio Parrocchiale, i cui compiti si vanno sempre più definendo. 
  
Ne fanno parte i responsabili di tutti i gruppi e delle varie commissioni, che operano nell'ambito della Parrocchia. Ai gruppi tradizionali, come l'Azione Cattolica, che viene riorganizzata dopo la lunga crisi che l'aveva travagliata in tutto il territorio nazionale, il Gruppo Missionario e l'Apostolato della preghiera, si aggiungono altri come il Movimento Neocatecumenale, la Caritas, il Comitato Africa. Vengono costituite la Commissione Amministrativa e quella per l'Arte Sacra. La vita della Parrocchia allarga i suoi orizzonti al di là dell'ambito territoriale. Si apre a problemi più vasti, come quello per il Terzo Mondo, dell'aiuto alle popolazioni colpite da flagelli naturali, al problema degli handicappati e dei tossicodipendenti, a quello degli anziani. Forza rigeneratrice per tante attività è il ritorno alle fonti, cioè allo studio della Parola di Dio, contenuta nella Bibbia e nella tradizione. Va ricordata a questo punto, anche se l'iniziativa non è stata presa dalla parrocchia di Santa Lucia, la realizzazione della grande casa di riposo per gli anziani. 
  
L'opera, dovuta alla grande fede ed al coraggio di Padre Corrado Signore dei Frati Minori ed alla munificenza del nostro concittadino prof. Vincenzo Pietrangelí, oltre ad arricchire urbanisticamente il nostro centro, recuperando gli ampi locali del Convento di San Domenico ed ampliandoli col rispetto di tutte le norme urbanistiche ed estetiche, è un'opera fra le più avanzate nel campo dell'assistenza agli anziani per il decoro e la comodità degli alloggi e per il servizio. L'assistenza è svolta dalle suore francescane " Santa Fílippa ". Quando, il 6 maggio 1976, un terribile terremoto sconvolse gran parte del Friuli, molti paesi della Marsica, memori degli aiuti avuti sessantuno anni prima, fecero a gara nel raccogliere fondi in denaro e materiale vario per quelle popolazioni sinistrate. 
  
Molti giovani, organizzati dalla Caritas diocesana, si recarono in quei luoghi ad offrire la loro opera. Magliano, in una riunione di capi di famiglia, appositamente convocati dal sindaco e dal Parroco nella sala consiliare, decise che i fondi che si sarebbero raccolti per i Festeggiamenti dei Protettori, Santi Giovanni e Paolo, venissero devoluti in favore di quelle popolazioni, rinunciando così alle manifestazioni ricreative, che, in tali occasioni, si suole organizzare. 
Qualche anno dopo, e precisamente quando il parroco ed il sindaco di Magredis, uno dei paesi maggiormente colpiti, si recarono nel nostro Comune allo scopo di ringraziare, in quella stessa Sala Consiliare, che aveva visti raccolti i capi famiglia, per conservare perenne amicizia, venne solennemente proclamato il gemellaggio fra Magredis e Magliano e si crearono le premesse per ulteriori scambi di visite. 
 
Il Comitato Solidarietà Africa, sorto di recente e precisamente nel 1985, e che opera nell'ambito della Caritas Diocesana, ha già al suo attivo la costruzione di un pozzo a Burkina-Faso (ex-Alto Volta) e un'infermeria per lebbrosi. Attualmente va svolgendo una campagna per la realizzazione del reparto Maternità nel Poliambulatorio di Quagadougou-Burkina-Faso e per la vaccinazione dei bambini. Per reperire i fondi necessari, lo scorso anno fu organizzata una Mostra di Pittura, con dipinti generosamente offerti dai loro autori. Ebbe un notevole successo.
   
Ma forse l'organizzazione più significativa del nuovo spirito conciliare, che è spirito di partecipazione alle opere di carità e di giustizia, è la costituzione, con atto del notar Di Giovanni di Avezzano, della Confraternita di Misericordia, e ciò sia per numero di aderenti, che per l'entusiasmo con cui è stata accolta. Abbiamo già visto come una Confraternita della Misericordia esistesse fin dai primi decenni del Cinquecento, con chiari intenti religiosi ed assistenziali. 
Col passare del tempo e col venir meno delle rendite per i continui incameramenti di beni operati dai diversi governi, il carattere assistenziale veniva meno, mentre illanguidiva sempre di più anche quello religioso. La nuova Confraternita, anche se idealmente si riallaccia all'antica, dal lato organízzativo prende le mosse dalle Confraternite di Misericordia Toscane. 
Si presero contatti con la Confraternita di Misericordia di Figline Valdarno che, cosa veramente degna di essere ricordata, donò alla nuova consorella una autoambulanza, che potè permettere a quest'ultima di iniziare ad operare immediatamente. Una autoambulanza nuova, acquistata col contributo di tutta la cittadinanza, con tutta l'attrezzatura necessaria, permette ai volontari di svolgere un lavoro veramente efficace e celere. 
  
Ora la Confraternita dispone di una idonea ed accogliente sede, realizzata con la ristrutturazione dei locali sottostanti la Chiesa al lato sud. L'opera di recupero dei locali sottostanti la chiesa merita particolare menzione. Questi, chiamati ancora oratori, nei tempi antichi dovevano senz'altro servire come luoghi di preghiera e di riunione sia per le Confraternite sia per altri gruppi, che operavano in quei tempi. Prima del terremoto venivano usati anche come abitazioni per famiglie più povere, che non potessero disporre di un loro alloggio. Quasi del tutto rinterrati durante la demolizione e la ricostruzione della Chiesa, vennero adibiti, nei limiti del possibile, in luoghi di sgombero o come depositi di materiale vario. Don Antonio Rosa nel 1975 intuì l'importanza pastorale di quei preziosi e vetusti spazi ed iniziò il recupero con le braccia e l'impegno dei giovani del Gruppo Sociale " Il Maglio ". 
 
Oggi, attraverso la prosecuzione dei lavori, dovuti per lo più al volontaríato, la Parrocchia può disporre di diversi locali per le varie attività dei gruppi. Oltre alla sede della Confraternita, ci sono un ampio e caratteristico locale riservato proprio ad oratorio, con una suggestiva cappella per la preghiera, una stanza affidata al Comitato Africa, ed alcuni locali a livello del campetto, realizzato sotto il campanile. E' stata inoltre realizzata una sacrestia nuova nel vano del campanile adiacente alla vecchia sacrestia. Questa, poi, pur conservando il suo vecchio ruolo, è predisposta anche a servire da Cappella, che può accogliere i fedeli nelle funzioni giornaliere, che si svolgono nel periodo invernale. Giorni di gioia e di speranza visse Magliano in occasione della visita pastorale di Monsignor Biagio Terrinoni nel 1983. A differenza delle visite dei predecessori del Terrinoni, che si svolgevano in unica giornata, questa si protrasse per più giorni e precisamente dal 9 ottobre .al 20, data quest'ultima cara al cuore dei Maglianesí. Un apposito Comitato in precedenza aveva provveduto a organizzare dei centri ascolto per illustrare al popolo l'importanza di una Visita Pastorale. 
 
Il programma è molto vasto ed articolato. Fra gli incontri di maggior rilievo c'è quello del Vescovo e delle organizzazioni parrocchiali con l'Amministrazione Comunale e le Autorità, che ha luogo nella sala consiliare. Argomento del dibattito-incontro è il tema " Chiesa e Istituzioni civili nel territorio per un migliore ordine sociale ". In tale incontro vengono celebrati anche i novant'anni dell'opera che le suore del Preziosissimo Sangue svolgono da noi ininterrottamente. Vanno ricordati ancora: l'incontro del Vescovo con i 230 bambini delle elementari, quello con i 180 studenti delle scuole medie, l'incontro con i giovani. In quest'ultimo si potè dibattere il problema della situazione giovanile e sull'impegno nel sociale. Giornata particolarmente commovente fu quella del 15 ottobre. " I nostri ammalati ricevono a casa il Vescovo come padre e amico, che porta il conforto e la speranza ". 
Alle ore 18 della stessa giornata si svolge la visita alla casa di riposo " L'Immacolata ". 
  
Il Vescovo viene accolto da Padre Corrado Signore e dalla Comunità delle Suore Francescane. Nella bella Cappella dell'istituto il Vescovo presiede una preghiera comunitaria; quindi, parlando agli anziani, fa delle riflessioni su " L'esperienza di San Francesco d'Assisi: c'è perfetta letizia per chi sa soffrire con pazienza ". Non viene trascurato il mondo del lavoro. Il 17 infatti incontra le lavoratrici della Valconf, poi visita la sede della Cooperativa agricola " Alto Salto ". Giovedì, 20 ottobre, giorno commemorativo di fatti accaduti più di un secolo prima, la Visita Pastorale si concluse con una solenne concelebrazione. Parole di compiacimento furono pronunciate dal Vescovo per la perfetta organizzazione e la vitalità e la fede della comunità parrocchiale.
 


 


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