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Gaetano Minicucci
Testi a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo  maggiori info autore

 La vita. "Un grande ai più sconosciuto" lo definisce il Maestro Davide Gualtieri nell’Omaggio che Il Loggione dedica a Nino Minicucci a quattro mesi dalla sua scomparsa. Gualtieri aveva particolarmente presente la voce prodigiosa e autentica che cantava e recitava per commuovere ed esaltare, che egli aveva potuto esperimentare avendolo avuto stretto collaboratore nella messa in scena di lavori teatrali nel programma dell’IRTEM. A distanza di un decennio dalla morte, avendolo conosciuto fin dall’infanzia e sapendo i suoi interessi per la poesia e per la narrativa, ho sentito il bisogno di scartabellare fra le sue carte, messemi gentilmente a disposizione dalla sua signora, nella speranza di rinvenirvi cose che fossero degne di essere tramandate, sia come testimonianza dell’uomo nella sua personalità più profonda con i suoi affetti, le sue aspirazioni, le sue speranze, sia come patrimonio comune di umanità per valori estetici e contenutistici da tramaridare alle future generazioni. 
  
La presente raccolta, che, penso, riuscirà gradita alla cittadinanza di Magliano, ha avuto origine da questo desiderio. Da aggiungere inoltre che la figura di Nino Minicucci, ricca sotto molteplici aspetti, come diremo in appresso, va ricordata per aver dato lustro alla nostra terra Nacque Gaetano Minicucci a Magliano Dei Marsi in provincia dell’Aquila il 18 dicembre 1942.
Trascorse la sua infanzia nella tenuta di San Biagio dei baroni Masciarelli, dove il padre viveva con la sua famiglia quale uomo di fiducia del proprietario. Questa circostanza riveste particolare importanza perché ha molto influito sulla formazione del carattere ed ha costituito un continuo richiamo durante tutta la vita. Tutti i suoi racconti sono ambientati in questo paesaggio agreste lontano dai centri abitati, solcato dal fiume Salto. Qui si svolse la sua fanciullezza, lungo le rive del fiume sostava meditabondo, all'ombra dei salici sentiva il richiamo della natura, che gli parlava di Dio. "Guarda un fiore, un filo d'erba, una stilla di rugiada baciata dal sole e poi dimmi che Iddio non è Onnipotente." La sua religiosità, accanto all'amore per la poesia, nasce proprio qui per divenire adulta nel collegio di Don Guanella, dove compirà i suoi studi liceali. Una volta lontano dalla sua terra vi ritorna col pensiero e quei luoghi costituiscono l'ambiente in cui prendono corpo quei personaggi solitari e rudi sui quali grava l'ombra di un destino crudele. 
 
La maggior parte dei racconti nascono, in collegio, allorché il giovane artista si astrae dai suoi compagni, per inseguire i fantasmi che vanno popolando la sua fantasia. Rientrato nella vita civile, dopo qualche anno trascorso nel paese natio dove tuttavia ha il tempo di esperimentare le sue qualità di attore, vince il concorso alle Poste e prende servizio in un paese del Varesotto come ufficiale postale. Qui scopre definitivamente la sua vocazione al teatro, impegnandosi nelle ore libere dal lavoro, ed entra a far parte negli anni 1972-74, della Compagnia del Teatro Stabile di Como. Partecipa come attore alla messa in scena di "Un Sorso di Terra" del premio Nobel, Heinrich Boll. Successivamente negli anni, che seguono, esperimenta anche la regia e come regista e attore fa parte di compagnie che operano nell'Hinterland Milanese e mettono in scena "Il Re rnuore" di Ionesco, Finale di Partita di S. Becket, L'annuncio a Maria di P. Claudel. 
 
Tornato nella nostra terra per trasferimento, ha modo di collaborare con l'IRTEM di Avezzano. Inizia allora la collaborazione col maestro David Gualtieri e col giovane poeta maglianese, Angelo Scipioni. Frutto di tale collaborazione è la messa in scena per la stagione 1984 di "Attorno a un fuoco" di Angelo Scipioni, musiche di Davide Gualtieri. La rappresentazione ottiene grande successo e fa conoscere al pubblico dell'Abruzzo la grande carica drammatica e le qualità canore del Minicucci. Nella stagione 1988 un'altra opera di Angelo Scipioni con musiche di Gualtieri La Messa della Beata Voce. vede il Minicucci regista e attore principale nelle vesti di re David. 
  
Il successo è strepitoso e permette all'opera di varcare i conf'ini regionali. Il 22 agosto del 1988 un Recital di poesie del novecento entusiasma la cittadinanza avezzanese che gremiva l'arena di via Corradini. Degno di ricordo lo spettacolo allestito in occasione delle Celebrazioni del cinquantenario della ricostruzione della Chiesa di Santa Lucia in Magliano, Il testo ideato e scritto sempre da Angelo Scipioni sotto il titolo di "Il Bando di Santa Lucia", fu rappresentato sotto la regia del Minicucci, che ne fu anche attore principale. Da ricordare ancora la sua interpretazione di due radiodrammi. La festa del XX ottobre e Lucia Vergine Siracusana, testi dello scrivente. Si conservano registrati su nastro magnetico. Come cantante baritono non va dimenticato il Concerto tenutosi a Scurcola in omaggio al maestro Vincenzo Di Giorgio nel 1986 in unione a Francesco Di Girolamo, pianoforte, Marco Di Girolamo, clarino. Organizzà anche una serie di spettacoli per ragazzi. Notevole Il Grillo Parlante del 1989, che lo vide sceneggiatore, regista e attore. Coinvolgente la sua interpretazione del personaggio collodiano di Mangiafuoco. Ma a Magliano è ricordato in special modo per il Canto della Desolata, che si ripete ogni anno la sera del Venerdi Santo. 
 
Le sue interpretazioni specialmente del "Venite" e di "Ecco le mura" e dello "Spiro" rimangono indelebili nella mente dei Maglianesi. Potremmo a tal proposito ripetere le parole che il maestro Gualtieri scrive a conclusione dell'Omaggio del Loggione, ricordato di sopra: La tua voce prodigiosa e autentica ha cantato e recitato per commuovere ed esaltare. 
  
E ancora adesso e forse per sempre nel vento, nell'aria, nelle montagne e nei boschi di questa terra rimarrà l'eco di quel grido che tu hai seminato nell'arte e nella vita. Voce di un grande ai più sconosciuto. Purtroppo tanto fervore di iniziative, tanto ardore nell'esprimere la forza irrompente che scaturiva dalla sua anima, si dovevano improvvisamente spegnere la mattina del 27 maggio 1990. Fu una perdita certo per la sua famiglia, lasciava oltre alla sposa due figlie men che adolescenti, ma una perdita incolmabile fu anche per la vita cittadina. Si spegneva una voce ma con quella voce cadevano nel nulla anche molte iniziative culturali. Magliano rimase più povero. 

Testi tratti dal libro Racconti e poesie
 

 


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